Le bollicine autoctone valdostane di montagna di cooperativa Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle

Quanta serietà, quale rigore e che indefesso sacrificio può esserci dietro la leggerezza evanescente di una bollicina, se essa sgorga da ruvide altezze millenarie stagliandosi sul profilo d’una montagna iconica, andando a comporre i sublimi spumanti autoctoni della cooperativa Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle in un meraviglioso spicchio della mai abbastanza celebrata Valle d’Aosta.

Il suo distributore Proposta Vini, credendo da tempo nello spirito di sacrificio e nella capacità enologica di questa storica cooperativa, nel definirla pennella concetti come territorio fragile e vino raro, declinati nella vivida narrazione dell’unico vitigno usato da questa cantina, il Prié Blanc…

… autoctono a bacca bianca franco di piede “robusto e fedele a sé stesso da millenni”, il quale “s’inerpica per gli alti fianchi delle vallate, oltrepassando i 1200 metri di quota”…

… chiosando con le parole dell’Abbé Don Alexandre Bougeat secondo il quale tale uva “prosperava vicino alle valanghe”, descrizione pertinente visto che “a pochi metri di distanza da qui scende una delle più imponenti valanghe dell’arco alpino”.

Poetica anche l’introduzione di Cave Mont Blanc al suo progetto: “ai piedi del Monte Bianco, la nostra cantina custodisce il segreto dei vigneti più alti d’Europa”, parlando di costante dedizione alla valorizzazione di questo territorio facendo in modo che resti “fedele a ciò che in queste montagne la natura offre”…

… eleggendo il proprio vitigno autoctono Prié a narratore del terroir di una realtà alpina “fatta di roccia, di acque pure e di gelo d’inverno, terra di montagna in cui nella stagione calda, profumi dolci e fruttati invadono l’aria”, caratteristiche sensoriali racchiuse nei vini prodotti “che sorseggiati raccontano la tenacia, la cultura, la tradizione e l’identità della terra ai piedi del Monte Bianco”.

La storia pregressa qui è importante più che mai, poiché racconta di un tempo in cui “il Blanc de Morgex et de La Salle era commercializzato dai singoli vignerons, con produzioni modeste che non garantivano una presenza costante sul mercato né una corretta divulgazione della complessiva immagine vitivinicola”…

… una situazione di sofferenza dalla quale tale mondo si è riscattato grazie a un Volksgeist ricco di “senso di orgoglio per le proprie tradizioni” e alla “secolare abitudine al lavoro in gruppo nei villaggi alpini, uniti alla lungimirante azione di Don Bougeat, Parroco di Morgex fino al 1971”, prodromi alla base della creazione di una prima Association des Viticulteurs dalle ceneri della quale è scaturita proprio l’attuale Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle.

Fin dall’inizio l’impegno di questa struttura ha consentito di ridare vita “a vigneti ormai abbandonati sulle pendici del Monte Bianco, nel desiderio di non lasciar morire la secolare tradizione dei luoghi”, impresa non da poco visto che “il nostro vitigno autoctono cresce tra i 900 e i 1.200 metri d’altezza e i terrazzamenti sulle pendici delle montagne permettono a questi straordinari vigneti di sopravvivere”.

Rigoroso l’approccio alla produzione della Cave che cerca d’intervenire “solo lo stretto necessario, con un’ideale sintesi di amore, fantasia e tecnica, consentendo alla creatività dei nostri soci viticoltori, orgogliosi ed amanti dei loro piccoli vigneti, di esprimersi supportata da una continua e approfondita ricerca”.

Da azienda visionaria e pionieristica oggi La Cave Mont Blanc si ritrova a essere divenuta punto di riferimento, rappresentando “l’unica azienda in Valle d’Aosta a produrre spumante metodo classico a denominazione di origine controllata”.

Qui si parla di “bollicine dei ghiacciai” prodotte a partire da “un’accurata selezione delle uve che ben si prestano ad essere spumantizzate (l’altitudine dei vigneti di Morgex e La Salle ha la valenza della latitudine nello Champagne)”…

… cui “segue una prima vinificazione in inox e legno grande ed una seconda fermentazione del vino in bottiglia: terminata la fermentazione in bottiglia comincia un lungo periodo di riposo, mai inferiore ai 12 mesi; le operazioni di spumantizzazione quali rémuage, dégorgement e dosaggio della liqueur d’expédition vengono decise in seguito ad un confronto tra il laboratorio del Centre de la Méthode Champenoise di Saint Baldoph in Savoia (F) e la direzione tecnica della cantina”.

L’afflato culturale della Cave Mont Blanc si coglie anche quando si passa alla degustazione dei suoi prodotti, i quali infatti hanno dietro sempre motivazioni intellettuali, storiche e sentimentali di rilievo, spesso riunite in progettualità di ampio respiro.

Come accade per esempio con il Magnetite, introdotto da una nota che parla del Progetto Miniere: “siamo a Costa del Pino, a 1800 metri di quota, nel comune di Cogne, in Valle d’Aosta, un luogo che rievoca antiche memorie e fatiche, cunicoli e gallerie all’interno delle quali hanno lavorato generazioni di minatori, dal tempo degli antichi romani fino al 1979 quando la miniera ha cessato la sua attività estrattiva; oggi accolgono visitatori e si prestano all’affinamento del vino”.

Questo metodo classico prevede un primo passaggio in acciaio, quindi “il vino viene imbottigliato e trasportato in miniera dove buio, temperatura e umidità costanti naturalmente hanno reso perfetta la sua maturazione”, per un affinamento di 40 mesi sui lieviti.

Nasce così un Extra-Brut dal favoloso bouquet di zagara con effetto quasi balsamico che al palato trasferisce limone, kiwi giallo, alchechengi, pera Williams e un cenno di crema Chantilly.
Intensamente minerale, seducente da impazzire, manifesta un magnifico equilibrio tra impronta dolce e acidità.
Il finale regala una fantastica nota aspra che fa esplodere la golosità.

Per il Vallee d’Aoste Blanc de Morgex et de La Salle identificato con la sigla X.T. si passa a un altro progetto, quello sui Vini estremi del distributore Proposta Vini “nato nel 1999 per volontà di Gianpaolo Girardi con lo scopo di raggruppare e far conoscere i vini prodotti in condizioni estreme”, definiti “eroici, figli della fatica, del sudore, della laboriosità dell’uomo”, dotati “di storia e di suggestioni” e in grado di farsi apprezzare “da quanti amano i vini autentici, in contrapposizione ai vini-fotocopia che oggi imperversano in ogni angolo del pianeta”.

La cantina ci tiene a sottolineare che “sin dalla nascita del progetto la Cave Mont Blanc ha aderito con convinzione a questa tematica” come dimostra la foto di un suo vigneto nell’apposita pagina sul sito di Proposta Vini (https://www.propostavini.com/i-nostri-progetti/vini-estremi/).

Anche in questo caso ci troviamo nel bicchiere un Extra Brut X.T. ma con qualche mese in meno di affinamento, 24 sui lieviti, dai quali prendono vita profumi agrumati e sapori di cedro, yuzu, mela renetta, albicocca essiccata e un cenno di mandorla tostata.
Dotato di un corpo sinuoso che si fa apprezzare in virtù dell’eleganza, sceglie la via della delicatezza anche per sedurre le papille, lasciando che nel finale emerga inesorabile un’irresistibile freschezza.

Alla prova con un metodo classico Brut nello stile Blanc du Blanc, il corredo olfattivo brilla per originalità offrendo fiori di campo e cenni di panificazione, quindi facendo vibrare la bocca con effusioni di pompelmo, ananas, azzeruolo, nashi e un tocco di zenzero.
Straordinaria la sua complessità che assembla toni agrumati, ghiotti tocchi aspri e tentazioni dolci, legati da una decisa acidità.
Il finale si dirige con discrezione verso l’amabilità.

Chiusura di questa indagine stilistica con un Pas Dosé esito di “una prima fermentazione in legno grande (larice-rovere) e in acciaio inox”, seguita da “tradizionale rifermentazione in bottiglia” con affinamento di 30 mesi sui lieviti: si chiama Glacier e porta al naso la consueta atmosfera agrumata ma impreziosita questa volta da spunti erbacei ed echi di pietra focaia, mentre il gusto individua nespola, lime, nettarina a polpa bianca, pino mugo e frutta secca.
Dalla fibrillante sapidità, incanta con un sorso cremoso e un finale che trascina lungo le tracce di un’intrigante impronta zuccherina.

Possiamo cogliere ulteriori particolari su questa produzione dalle parole di Nicolas Bovard nel video che segue.
Info: https://www.cavemontblanc.com/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/cave-mont-blanc/
Catalogo Bollicine: https://www.propostavini.com/cataloghi/catalogo-bollicine-2025/