Retsina Mesogaia di Papagiannakos da uva Savatiano, l’antichissimo vino greco con la resina

Un caposaldo della storia millenaria del vino, una tipologia enoica antichissima di enorme valore identitario che rappresenta una delle più affascinanti radici della civiltà greca: si chiama Retsina, prevede l’aggiunta di una resina per le esigenze di conservazione di un tempo e oggi è un simbolo del buon bere colto anche grazie alla dedizione con cui viene mantenuto vivo da vitivinicoltori appassionati come quelli della famiglia Papagiannakos che con elevato scrupolo etico e autentica missione culturale lo producono nella cantina sita in Markopoulo, località di una regione interna dell’Attica chiamata Mesogaia.

In Italia abbiamo potuto conoscerne la storia grazie all’inserimento da quest’anno nel catalogo del distributore Proposta Vini, scelta presa come di consueto dall’azienda trentina in seguito ad attento studio di tale realtà, come testimoniato dalla presentazione che ne fa sul proprio sito: “il vino resinato veniva preparato già nell’antica Grecia, leggenda vuole che fu il medico Ippocrate ad inventarlo”, aggiungendo che “dal 1919 l’azienda vinicola Papagiannakos porta avanti con grande rigore e passione questa tradizione produttiva millenaria: la cantina si trova in Mesogaia, nel cuore del vigneto Attiki”…

… “il vitigno principe dell’azienda è il Savatiano, ottenuto da viti di oltre 70 anni”, mentre “la resina impiegata nella produzione del Retzina proviene dai pini dell’Attica orientale”…

… e “la famiglia Papagiannakos custodisce con cura un patrimonio ampelografico e di essenze resinose secolari, ma allo stesso tempo porta l’azienda nel XXI secolo con una cantina innovativa e sostenibile sia da un punto di vista energetico che architettonico”.

Fanno eco a questo biglietto da visita le parole di Vassilis Papagiannakos secondo le quali “con immenso rispetto per l’ambiente e per i nostri antenati, produciamo quantità limitate di vino di qualità che rivelano il potenziale del nostro terroir e la bellezza della nostra regione vinicola”.
Poi si scende dei particolari, emozionanti: “nel cuore dell’antico vigneto dell’Attica, metodi di vinificazione consolidati, secondo Teofrasto, sono stati adottati fin dal 400 a.C. e sono utilizzati ancora oggi, tramandati di generazione in generazione”.

Come anticipato, la varietà storica del terroir dell’Attiki è il Savatiano, vitigno “resistente alle ondate di calore e alla siccità, con un eccezionale potenziale di vinificazione e invecchiamento: questo terroir infonde vitalità alle viti, con inverni miti ed estati fresche” mentre “il clima mediterraneo di questa zona ha una temperatura media di 18 °C, con venti da leggeri a moderati, il meltemi che mitiga le calde temperature estive e la nebbia notturna proveniente dal mare”.

Inoltre “il terreno dell’Attiki è di tessitura mista, prevalentemente calcareo, argilloso-sabbioso e sedimenti diluviali, il ricco (elevato) contenuto di calcare crea le condizioni ideali per la coltivazione della vite, aumentando di conseguenza la qualità del vino”.

Oggi dopo oltre un secolo di storia “la quarta generazione continua la tradizione ancestrale, con la stessa filosofia e lo stesso amore per il vino del nostro terroir, attingendo anche a nuove conoscenze e metodi di vinificazione”.

Le viti “vengono potate secondo il metodo tradizionale adottato dalle generazioni precedenti, allevando i ceppi a forma di cespuglio basso e aperto: questo preserva la robustezza della vite e protegge l’uva nel caldo mese di Agosto, quando soffia il vento forte, poco prima della vendemmia”.

Il vino bianco secco Retsina di Papagiannakos rientra nella denominazione tradizionale Mesogia e come detto è frutto di uva Savatiano al 100% proveniente da un vigneto esposto a nord su terreno calcareo non irrigato.
La vinificazione prevede fermentazione classica del vino bianco in tini di acciaio inox a temperatura controllata 16-18 °C.
Durante la fermentazione viene aggiunta la resina.
Ed è proprio quest’ultima, inevitabilmente, a segnare il carattere olfattivo del vino, mentre al palato un abbrivio erbaceo su sottofondo zuccherino è il preludio a uno sviluppo di sentori che evocano avocado, pera, sciroppo d’acero, chinotto, timo e miele di corbezzolo.
Il risultato è una straordinaria complessità aromatica e la totale assenza di ruffianeria, per un vino che proprio grazie a questa sua austerità atavica si rivela molto gastronomico e abbinabile con estremo eclettismo al cibo.

Una storia così importante merita un approfondimento di alto livello, per questo abbiamo chiesto un intervento all’esperto Gianluca Telloli, Responsabile Selezione e Ricerca di Proposta Vini: possiamo ascoltarlo nel video seguente.
Info: https://papagiannakos.gr/en/product/retsina-2/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/papagiannakos/