Google+

Cos’è un G.A.S.? Un Gruppo di Acquisto Solidale

Pubblicato il: 17 novembre 2018 alle 7:00 am


g.a.s. gruppo di acquisto solidale 1

Il GAS è un Gruppo di Acquisto Solidale, cioè un gruppo di persone che si mette insieme per effettuare degli acquisti collettivi improntati al criterio della solidarietà.

Ciò può avvenire in vari modi, tra parenti e amici, tra condomini, nel posto di lavoro, in una scuola, un’ ospedale, o all’interno di associazioni varie, ecc.

Questo gruppo si organizza per effettuare degli acquisti collettivi di prodotti agricoli direttamente dagli agricoltori, ma anche di altri tipi di prodotti o servizi, saltando così gli innumerevoli passaggi della grande distribuzione e delle intermediazioni che fanno lievitare i costi di tutto quello che acquistiamo (filiera corta).

Di solito questi scambi avvengono a livello locale per sostenere i produttori ed i prodotti del proprio territorio (il cosiddetto Km zero), riducendo così i costi energetici eccessivi e l’impatto ambientale per il trasporto degli stessi, creando un rapporto diretto con le piccole realtà della propria zona.

Nel nostro caso i prodotti viaggiano perché al Nord non si producono agrumi: per questo cerchiamo di razionalizzare la logistica in modo da ridurre all’osso gli spostamenti e i relativi costi economici, energetici ed ambientali.

g.a.s. gruppo di acquisto solidale 2

La parola “Solidale” è molto importante poiché descrive un rapporto per l’appunto solidale tra l’azienda che offre i prodotti ad un prezzo equo, ma che le permette di esistere e le persone del Gas che possono dare un volto ed una storia al cibo che consumano ad un prezzo giusto e che possono così anche avere certezza che il lavoro salariato sia stato retribuito equamente.

Quindi si crea un rapporto tra i GAS ed i produttori che va oltre lo scambio meramente commerciale.

In alcuni casi l’intervento di acquisti di massa da parte dei Gas ha impedito la fine, la chiusura di alcune aziende.

In altri casi i Gas anticipano una parte dei costi di produzione, tramite i preacquisti, ed il produttore così, senza dover chiedere prestiti, dispone dei fondi necessari per cominciare il lavoro per i GAS stessi.

Noi lo abbiamo sperimentato alcune volte quando non avevamo liquidità sufficiente per iniziare una nuova campagna agricola, per noi o per un nostro associato: con gli anticipi di alcuni GAS amici abbiamo potuto pagare gli stipendi e acquistare i materiali e le materie prime per cominciare una nuova stagione.

Quindi il Gas è un modo per incidere sul tipo di economia che si vuole promuovere. Può essere veramente un’esperienza di democrazia dal basso in cui nascono nuove idee, proposte ed azioni a vasto raggio sempre nella direzione di una società più giusta ed umana, con alla base rapporti di fiducia reciproca.

Il nostro Consorzio non esisterebbe senza questi gruppi organizzati e, contemporaneamente, molti nuovi GAS sono nati in conseguenza della nostra divulgazione dell’Economia Solidale.

Da queste esperienze si intuisce il potenziale di cambiamento che le scelte di ognuno di noi possono innescare, invertire l’attuale visione dell’economia ed attuare un’infinità di buone pratiche veramente utili.

(testo di Barbara Piccioli)

Info: www.legallinefelici.it

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , ,



L'autore

Roberto Li Calzi

E’ l’ispiratore del Consorzio Siciliano Le Galline Felici che riunisce diversi produttori agricoli etici che applicano pratiche biologiche nei campi e criteri di solidarietà tra gli Esseri Umani (http://www.legallinefelici.it/it/).
Si definisce così:
“Sono uno tra i tanti che, dopo un po’ di anni in giro per il mondo, ha deciso di vivere in campagna, di campagna. Sono sveglio, come sempre, ormai da trent’anni, da molto prima dell’alba. Sono stato lì, da solo, a provare cosa accadeva se non “pumpiavo” (irroravo di veleni) i miei aranci, quando non sapevo neanche che esistesse l’agricoltura biologica, e di fatto non esisteva, non era normata, poi ho re-incontrato Barbara e sono entrato nel giro. Sono stato molti giorni, mesi, anni, chino a spietrare, a trapiantare, a “scippare” erba dai miei grandi (per me) orti, quattro, cinque ettari. Sono stato molte notti in piedi perché il feroce sole di certi mattini estivi trovasse le pianticelle “abbeverate” e altre notti per portare i prodotti al mercato e là mi dicevano: “sono biologiche? vabbè, niente ci fa!”: biologico era quasi una malaparola. Sono stato uno dei primi ad ottenere la certificazione. Sono stato, credo, uno tra i primi, che, continuando a credere nell’ agricoltura biologica e a produrre secondo i suoi criteri, ha rifiutato la certificazione: troppi imbrogli, troppe aziende che ieri tiravano fuori TIR di ortaggi chimici ed il giorno dopo sono certificate, troppe carte, troppa burocrazia, buona per le grandi aziende, strangolante per le piccole. Sono stato per anni il principale fornitore di ortaggi freschi per i pochi negozietti di biologico della Sicilia orientale. Sono stato, quasi, espulso dalla campagna da un mercato che penalizza e svilisce i produttori e da commercianti e cooperative (del biologico e non) che, per malafede, ingordigia o inefficienza, hanno finito di affossarci, ma mi ci sono aggrappato (alla campagna) e, pur facendo per un po’ di anni altri lavorazzi per campare, anche divertendomi e traendone lezioni e stimoli, ho continuato ad accudire il giardino (un ettaro e mezzo), senza reddito e con poche speranze. Sono risorto (economicamente e moralmente) grazie ai GAS e di questo non smetterò mai di ringraziare, ho trovato nuovi stimoli ed entusiasmo per fare, progettare, costruire, anche, un futuro migliore per la Sicilia. Sono orgoglioso che la mia iniziativa abbia costituito e stia costituendo una possibilità, concreta, per un po’ di amici, di restare dignitosamente a fare gli agricoltori e, nello stesso tempo, a diventare ambasciatori della bellezza, ricchezza e varietà della nostra terra. Sono fiducioso che questa strada porti lontano. Sono pronto a battermi perché questa attuale avventura non scada di qualità né verso di voi, né verso gli altri produttori coinvolti, come spesso è accaduto in passato. Sono entusiasta”.


Back to Top ↑