I vini del Trentino di Claudia Augusta, ispirati agli scambi culturali di un’antica via Romana

Un progetto che rappresenta la vetta assoluta della Cultura applicata alla produzione vinicola, basando la propria ispirazione sulla concretezza millenaria della grande Storia e alimentando l’azione concreta secondo i canoni dell’archeologia botanica: sotto l’egida di Claudia Augusta brilla infatti una cantina trentina che celebra il ruolo di connessione e sviluppo di un tragitto ancestrale di fondamentale importanza per lo sviluppo della nostra civiltà, raccontandolo con le uve identitarie del territorio e il recupero di un vitigno di immenso fascino.

Il distributore trentino Proposta Vini ha fatto proprio il progetto e lo racconta spiegando come “la Via Claudia Augusta è la celebre antica Via Romana che da secoli rappresenta un ponte naturale e culturale tra Italia e Germania, percorsa da pellegrini, nobili, contadini e clerici, aggiungendo che lungo questo storico percorso si sono susseguiti incontri, scambi e talvolta scontri ma, grazie agli scambi di idee, informazioni e barbatelle di vigna, la terra lungo la Claudia Augusta è patria di vini eccellenti”.

Il progetto è guidato da Daniele Endrici che si fa custode sia “dei grandi classici tra i vitigni che crescono lungo questa via, sia delle varietà più desuete ed uniche del Trentino”.

Partiamo subito dal vino più commovente della linea, reso tale dalla rarità del vitigno di provenienza, il quale ha rischiato l’oblio: si tratta del Negron de Orzan, proposto in versione spumante Extra Brut Blanc de Noir da metodo classico, impiegando uve provenienti da un vigneto collocato sulla via Claudia Augusta, sito in località Madonina a Civezzano con esposizione est-sud e altitudine 480 m s.l.m.: qui viene coltivato da Giorgio e Giovanni Dorigoni, ai quali si deve il merito di avere salvato tale varietà dall’estinzione.

Questo vino fa parte del progetto di Proposta Vini teso al recupero dei vitigni trentini prefilossera chiamato Vini dell’Angelo, il quale promuove la coltivazione di varietà d’uva presenti in Trentino fino alla fine della Grande Guerra, conducendole a vinificazione e commercializzazione.

Per la vendemmia “i grappoli di uva a bacca nera sottoposti al diradamento, sono vendemmiati a mano per assicurarne l’integrità” fino alla pressatura soffice dei grappoli interi che “avviene in modo veloce per non avere nessun tipo di macerazione”, mentre la fermentazione “è condotta a freddo in serbatoi di acciaio”.
Il metodo utilizzato per la rifermentazione in bottiglia “è quello classico previsto per la spumantizzazione”.
La maturazione sui lieviti “dura almeno 12 mesi al fine di mantenere intatta la fragranza del vino d’origine, il dosage è minimo, per non alterare le caratteristiche conferite naturalmente dai fattori ambientali molto favorevoli”.
Al naso rilascia agrumi in marmellata, mentre al gusto propone limone di Amalfi, susina gialla, mango e miele di Biancospino.
Colpisce subito la sua marcata impronta zuccherina, magnificamente innervata da una nota aspra.
Bolle lievi ma sensibili, l’acidità domina un sorso ghiotto, conducendo a un finale in cui trionfa la freschezza.

Veniamo a tre declinazioni di Trento Doc, tutte da metodo classico.
Il Brut deriva da Chardonnay in purezza la cui “maturazione sui lieviti dura almeno 24 mesi al fine di mantenere intatta la fragranza del vino d’origine: il dosage è minimo, per non alterare le caratteristiche conferite naturalmente dai fattori ambientali molto favorevoli, dalla presa di spuma e da una lavorazione artigiana particolarmente curata”.
Il bouquet esprime frutta matura con cenni di canditura in evidenza, mentre il palato avverte pera Williams, mandarino, kiwi, mela verde, miele d’acacia e carruba.
L’approccio si apre con bolle che stuzzicano con raffinatezza, deliziando grazie a un intreccio di dolcezza e acidità.
Dalle sensazioni a tratti liquorose, è strutturato per reggere a tutto pasto, esaltandosi con le crudités di pesce.
Il finale conferma il dualismo tra zuccheri e agrumi.

Il Brut Riserva con una maturazione sui lieviti di almeno 36 mesi mette insieme Chardonnay e Pinot Nero per sviluppare al naso frutta passita con spunti balsamici, mentre in bocca si riconoscono pera, ananas, chinotto e avocado.
Bolla rarefatta, acidità soavemente dominante, alterna stuzzicanti tocchi aspri a quelli dolci.
Sorso goloso, corpo materico, chiude con un finale elegante che non teme di mostrare il nerbo alcolico.

Ancora blend di Chardonnay e Pinot Nero per il Brut Rosé dall’ammaliante bel colore rosa antico, la cui maturazione sui lieviti dura almeno 24 mesi, producendo fragoline al naso e al palato lampone, susina rossa, corbezzolo e mirtillo.
Si distingue per il frutto fresco ed esaltante, oltre al lieve ma stimolante ricordo tannico.
Bolla leggera ma carezzevole.
Possente la sua dolcezza che segna il sorso per tutta la degustazione, generando pure un finale parecchio amabile.

I rossi sono una sequenza di meraviglie.
Come la Schiava che irretisce lo sguardo con un tenue cromatismo rosso lucente, preludio della percezione al naso di lampone e in bocca di fragolina di bosco, melagrana, papaya e ciliegia candita.
Sublime il tumultuoso carattere zuccherino racchiuso in un corpo di elevatissima raffinatezza sostenuta da un’acidità a sua volta suadente.
Finale infinito che infonde dolcezza succosa.

Il Pinot Nero della casa giunge da vecchi vigneti allevati a guyot in una zona caratterizzata da un microclima “adatto ad una precoce e completa maturazione delle uve”: in agosto “vengono diradati i grappoli in ritardo di maturazione; nella seconda metà di settembre l’uva selezionata viene cernita a mano”, poi diraspata, quindi “fermenta per 10 giorni a temperatura controllata in vinificatori speciali”; l’affinamento in bottiglia “ne completa e ne esalta la qualità”.
Conferma della validità della lavorazione arriva subito da un bouquet fruttato che zampilla di frutti di bosco innestando una nota balsamica, portando in bocca marasca, bacche di goji, mirtillo, pitaya e cioccolato al latte.
L’abbrivio è all’insegna dell’amaricante veicolato da una robusta acidità, prima che emerga una nota dolce che contribuisce a creare equilibrio dominando il tannino.
Corpo esile ed elegante, sorso complesso che incanta, nel finale ricompone tutte le anime organolettiche, chiudendo con la dolcezza confortevole della cotognata.

Teroldego Rotaliano d’impostazione classica, accentuata da una presentazione evocativa: “nel 1545, Vescovi e Cardinali di tutta la Cristianità si riuniscono per il Concilio di Trento; qui scoprono la varietà principe di questa terra, il Teroldego”, aggiungendo che proprio “nei lunghi e tumultuosi anni del Concilio questo vino fruttato e morbido ha accompagnato di molti banchetti e cene”.
Le uve vengono selezionate nella zona DOC dei Comuni di Mezzocorona e Mezzolombardo, dove sono coltivate su “suoli ghiaiosi con sottile strato di humus”.
Qui il dato visivo è espresso da un intenso colore violaceo profondo e impenetrabile, quasi a richiamare quello olfattivo basato sulla composta di prugne.
Un formidabile approccio zuccherino apre la strada a sentori di gelso nero, sorbo, fico essiccato e fragola caramellata.
Corpo etereo, beva avvincente, finale che conquista trascendendo nell’amabilità.
Gioia fenomenale garantita.

Come bianco, ecco il Riesling Renano, i cui vigneti di provenienza si trovano a San Michele all’Adige e zone collinari, dove “il microclima con forti escursioni termiche favorisce lo sviluppo e la finezza dei profumi”. Profumi che portano zagara e pietra focaia, mentre i sapori si attestano su bergamotto, ruta, olivello spinoso, avocado e tè verde.
Se ne evince una singolarissima complessità che pone in evidenza l’amaricante con innesti di agrumi, combinazione resa più affabile da una freschezza esplosiva in grado di ammorbidirne il piglio ieratico.
La sua verticalità estrema porta a confermare le citate peculiarità anche nel finale.
A tavola regge tutto il pasto e sfida gli abbinamenti difficili, per esempio dominando i carciofi come pochi.

A riassumere questa vasta offerta è Daniele Endrici nel video sottostante.
Info e Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/claudia-augusta/