Dal Beaujolais i vini francesi familiari del Domaine La Croix Tréchens, tra bianco e bolle

Uno sguardo originale su una delle produzioni più iconiche della Francia, frutto della consueta ricerca profonda e non schematica del distributore Proposta Vini che dalla mitica regione culturale del Beaujolais porta quest’anno in Italia come novità del Catalogo 2026 la parte più singolare della produzione del Domaine La Croix Tréchens in quel di Graves-sur-Anse, proponendo un bianco fermo e una bollicina in grado di cambiare paradigma sulla zona pur rimanendo nel solco delle cantine familiari di antico lignaggio.

E’ proprio il distributore trentino a raccontare così l’azienda francese: “era l’anno 1818, quando gli antenati di Michel Gayot arrivarono nel Beaujolais, a Limas; nel 1967 i genitori di Michel acquisiscono la tenuta Croix Tréchens dal dottor Meunier: l’origine del nome rimane ancora oggi un mistero, dopo averla ristrutturata nel 2000 Michel prende le redini dell’azienda”, la quale è “situata nel Beaujolais, a sud-est di Villefranche-sur-Saône, sulle alture dei comuni di Anse, Lachassagne e Pommiers, da dove si gode di un magnifico panorama che guarda alla catena delle Alpi e in particolare il Monte Bianco”…

… e “da questa terra, culla del Gamay, Michel con competenza e visione ha saputo produrre uno Chardonnay e un Crémant dalla grande eleganza e accessibilità”

Il Domaine La Croix Trechens viene descritto dall’impresa stessa come “un’azienda vinicola a conduzione familiare di 16 ettari situata nel Beaujolais” dove le viti “sono coltivate nel rispetto del suolo, dell’ambiente e della pianta”.

Anche qui si torna sul mistero affascinante della storia della croce di Tréchens che per Michel “rimane ancora oggi enigmatica” grazie alle sue tre versioni diverse: “la prima narra che la croce di Tréchens fosse protetta da tre splendide querce, la seconda racconta che fosse il luogo in cui giocavano i cani dei precedenti proprietari, la terza infine suggerisce che tre austriaci furono uccisi davanti a questa croce alla fine della guerra del XVIII secolo”.

Probabilmente “il nome Tréchens deriva proprio dal numero tre” che “ricorre spesso in queste storie: quando i miei genitori arrivarono nella tenuta di Croix Tréchens, la croce era stata demolita e le querce abbattute; fortunatamente, pochi anni dopo, una nuova croce fu installata all’ingresso della tenuta”.

Si fa ancora riferimento ai genitori che dal 1967 “hanno ristrutturato, modernizzato e sviluppato la loro tenuta fino al 2000, anno in cui ne ho preso le redini con entusiasmo: ho dedicato anima e corpo al vigneto, eliminando vecchi appezzamenti e reimpiantando vitigni più adatti, e alla cantina, dove ho investito in attrezzature specifiche per la vinificazione al fine di strutturare l’azienda per il lungo termine”.

Il vigneto “è impiantato sulle alture della collina con esposizione a est, su terreni argilloso-calcarei, con sottosuolo calcareo e roccioso”…

… ritenuto ideale per l’uva Chardonnay “che dà vita a un vino fruttato, elegante, espressivo e puro”.

Ci tiene Michel a sottolineare come le sue viti “sono coltivate nel rispetto del terroir, dell’ambiente e della vite stessa”, infatti “negli ultimi 20 anni, la tenuta è stata gestita con pratiche agricole sostenibili; i vigneti sono inerbiti per limitare la crescita e l’erosione, le rese sono basse e le uve sono di qualità eccezionale”.

Aggiunge poi che “le persone sono importanti quanto le viti, perché sostengono la tenuta e la mantengono sana”, così “il loro lavoro ha fatto sì che il giardino di famiglia non venisse abbandonato: infatti, da bambini, io, i miei tre fratelli e mia sorella giocavamo nei vigneti che circondavano la nostra casa, perché era un giardino senza confini, per questo oggi ho chiamato alcuni dei nostri vini Il Giardino dei Bambini”.

Sotto questa poetica definizione si trovano le due meraviglie più sorprendenti del domain, entrambe a base di Chardonnay in purezza, a partire dal Crémant de Bourgogne Brut Blanc de Blancs Le Jardin Des Enfants che si presenta per mezzo di un intrigante bouquet floreale con gelsomino in evidenza, proseguendo al palato con un approccio vanigliato dal quale emergono mango, cedro, alchechengi e ananas candito.
E’ segnato da leggeri fremiti pétillant e una significativa acidità capace di alimentare la golosità del sorso.
Nel finale prorompe una potente nota zuccherina, conducendo la degustazione verso l’amabilità.

Ritroviamo il medesimo vitigno ma in versione ferma nel Beaujolais Blanc Le Jardin des Enfants che al naso vira con maggiore decisione sulla zagara, mentre precisa i sapori su pesca, melone giallo, limone, mandorla tostata e tocchi aromatici di sambuco e zenzero.
E’ in questa versione che si percepiscono maggiormente mineralità e frutto, insieme a una seducente nota agrumata nel finale.

Un contesto che rappresenta una vera rivelazione e nessuno può spiegarla meglio di Gianluca Telloli, Responsabile Selezione e Ricerca di Proposta Vini: ce ne parla nel video seguente.
Info: https://domainedelacroixtrechens.fr/en/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/domaine-la-croix-trechens/