Il folgorante modello di impresa sociale del Bigatt Hotel & Restaurant di Lugano-Paradiso, Svizzera

Un esempio illuminante di potente originalità che dimostra come anche nel turismo si possano proporre bellezza e comfort all’insegna dei più elevati valori morali, mantenendo i maggiori standard di qualità per la gioia dei clienti mentre si offre allo stesso tempo riscatto sociale e affermazione professionale ai collaboratori: rappresenta un modello che tutti dovrebbero studiare (e seguire) quello che la ticinese Cooperativa Area sta applicando con enorme successo popolare e gradimento di critica e opinione pubblica nel magnifico Bigatt Hotel & Restaurant di Lugano-Paradiso nella Svizzera italiana, dove ha concretizzato un sistema di Impresa sociale capace di emozionare e fare riflettere mentre si gode dei fantastici servizi della struttura.

E’ talmente importante per il Bigatt l’aspetto dell’essere convintamente Impresa sociale da essere scelto come prima voce con cui presentarsi all’esterno perfino sul sito ufficiale, dove ne vengono espressi i principi fondanti: “è non-profit, è ecologico, rispetta i propri clienti, rispetta i propri lavoratori, è coerente e trasparente, è miglioramento e innovazione, sceglie partner che condividono questi valori”.
Infatti qui “Impresa sociale significa coniugare spirito imprenditoriale e sostegno all’inserimento lavorativo e all’integrazione e offrire, a persone che hanno perso in modo duraturo il loro posto di lavoro, la possibilità di rimettersi in gioco in un contesto imprenditoriale accogliente”.

Alle persone che entrano in collaborazione con Bigatt viene proposto “un percorso di formazione e/o di recupero, di sviluppo di competenze lavorative e sociali la possibilità di realizzare esperienze di inserimento al lavoro, guidate sia da professionisti, che da personale con competenze nel sostegno all’integrazione socio lavorativa”, nonché “la possibilità di recuperare capacità, competenze e abilità lavorative, e dunque la collocabilità sul mercato del lavoro una particolare attenzione ai giovani ai quali si offrono percorsi formativi specifici dell’ambito alberghiero, della ristorazione e dell’orticoltura”.

Colpisce quanto ricorra nella comunicazione del Bigatt il tema del lavoro senza alcuna forzatura ideologica bensì quale pilastro della civile convivenza e baluardo dell’etica collettiva, poiché viene inteso nella sua pura natura di “esperienza umana, sociale e formativa”, in quanto simbolo di “uno dei luoghi principali in cui l’individuo si definisce, evolve e si realizza”.

Notando quanto l’esclusione dal lavoro sia “fortemente penalizzante anche dal punto di vista umano, sociale e formativo, oltre che professionale”, il Bigatt ne trae la consapevolezza che “creare e promuovere l’accesso a una attività lavorativa accogliente e includente permette di offrire un canale preferenziale per un percorso di recupero, un riposizionamento e una migliore gestione delle proprie difficoltà”.
Gli effetti sono chiari: “accedere a un lavoro significa poter attivare le proprie capacità professionali e sociali, l’assunzione di responsabilità, l’integrazione nel tessuto sociale, il continuo confronto con le proprie competenze e attitudini relazionali”, infatti “potenziare le proprie capacità lavorative e sociali permette al collaboratore di partecipare e contribuire alla crescita e allo sviluppo di tutta la Cooperativa e delle sue attività”.

Concetti nobilissimi tradotti in realtà tangibile con massima ammirazione da parte dei clienti, i quali riscontrano l’applicazione di tali valori nell’attività quotidiana dei lavoratori del Bigatt.
Personalmente siamo rimasti folgorati dall’enorme livello di professionalità espresso da ciascun collaboratore incontrato, tale da fare dimenticare del tutto eventuali trascorsi e difficoltà di ogni lavoratore, perché osservandoli all’opera emergono soltanto impressionanti qualità di precisione, puntualità, attenzione, umanità, empatia, rispetto, disponibilità, ben difficili semmai da trovare altrove, anche in locali di alto livello che non si pongono certi scrupoli morali.

Abbiamo compreso ancora meglio in questo modo perché dalla Direzione ci hanno tenuto a sottolineare che qui si adotta massima discrezione nel parlare delle proprie azioni solidali, in quanto sono tanto sinceramente sentite quanto pragmatiche, frutto di afflato sincero e pertanto senza mai essere usate per azioni di comunicazione legate alla Responsabilità Sociale d’Impresa o per spingere la sempre più diffusa e opinabile pratica di una sorta di soul washing mediatico.
Anzi, confessiamo di avere scoperto soltanto dopo una prima prova della struttura che alcuni degli addetti incontrati avevano un passato problematico alle spalle, poiché i nostri occhi hanno invece percepito l’operato di fior di professionisti sereni e realizzati che con le loro eccezionali capacità farebbero la fortuna anche di qualsiasi altra attività d’impresa.

Pure questo non è un risultato casuale, bensì deriva dall’impostazione del Bigatt, rigorosamente no profit: “eventuali guadagni vengono investiti in nuovi progetti nell’ambito della reintegrazione professionale oppure per lo sviluppo di quelli esistenti”, con un forte inserimento nel contesto locale “di cui è parte e tutte le sue scelte sono orientate in termini di responsabilità ecologica, ambientale e di cura del territorio”.
Ciò avviene anche nella scelta dei suoi fornitori, per la quale “il Bigatt si impegna a trovare partner che ne condividono i valori, in particolare il rispetto e l’attenzione per il territorio e il rispetto per il proprio personale: ai partner si propone anche la possibilità di condividere percorsi professionali per le persone che al Bigatt stanno costruendo il loro futuro lavorativo”.

Tutti i pregi esposti fanno capo al lavoro serissimo e appassionato della Cooperativa Area che “nasce nel luganese all’inizio degli anni ’80 per dare una risposta innovativa al problema del collocamento al lavoro di persone in difficoltà: suo scopo prioritario è dunque quello di promuovere l’integrazione lavorativa favorendo la nascita e lo sviluppo di possibilità occupazionali per chi fatica ad esprimere, in maniera autonoma, la propria potenzialità lavorativa e creativa”.
Da aggiungere che oltre al Bigatt la cooperativa “Area gestisce cinque unità lavorative distribuite sul territorio: l’oblò a Vezia, l’in-utile a Noranco, l’atelier a Lugano e l’arsenale e Belligreen a Bellinzona, dove si opera nell’ambito del recupero e del restauro di mobili e oggettistica, vendita al pubblico, traslochi, sgomberi, manutenzione di giardini e vigne; Belligreen propone invece un’attività di ritiro a domicilio di rifiuti riciclabili”.
Il Direttore del Bigatt Hotel & Restaurant, Lorenzo Steiger, certifica lo spirito di tale realtà affermando che “per me il Bigatt è un luogo in cui coniugare spirito imprenditoriale e integrazione sociale”, concetto spiegato benissimo nel video che trovate di seguito.
Info: https://hotelbigatt.com/it/impresa-sociale