Garum, il Museo della Cucina a Roma con reperti storici e una straordinaria biblioteca tematica

L’istituzione italiana che più di tutte afferma il valore culturale della gastronomia, dimostrandolo attraverso reperti storici e una biblioteca tematica di straordinario valore scientifico, cui aggiungere intensa attività divulgativa tra web, mostre e iniziative diffuse: si è assunto un compito di enorme importanza Garum, il Museo della Cucina a Roma che svolgendo una monumentale azione epistemologica sta attribuendo il giusto peso intellettuale a una tema come quello culinario oggi svilito dai media e ridotto a moda o status symbol.

Nella sede della struttura in via dei Cerchi 87 a Roma invece si avverte la sacralità dello studio approfondito della materia, messa generosamente a disposizione del visitatore che può viverla a più livelli, quello emotivo stimolato dalla mostra di oggetti stupendi nella forma e di estremo interesse per la funzione svolta in cucina…

… quindi quello razionale con una sterminata raccolta di volumi consultabili e un’avvincente storia delle pubblicazioni sul settore, con ricettari capaci di assumere rilevanza antropologica.

I due livelli citati non a caso sono disposti su due piani diversi, tesi a sistematizzare “una delle più importanti ed eclettiche collezioni private di gastronomia esistenti in Italia: quella raccolta con passione quarantennale da Rossano Boscolo”.

Infatti il Museo al piano inferiore “mette in mostra le più varie strumentazioni che nel corso dei secoli si sono utilizzate in Alta cucina, in Pasticceria, in Cioccolateria, in Gelateria, nella Panificazione e nelle Cucine domestiche: sono esposti pezzi che spaziano dagli stampi barocchi per il gelato di primo Seicento alle cucine a gas degli anni Cinquanta del secolo scorso; dalle bellissime mezzine toscane ottocentesche e dalle contemporanee macchine per la pasta fino alle pentole di design del secondo Novecento; non mancano inoltre vere e proprie chicche come il primo gioco di cucina per bambini, prodotto a Ravensburg nel 1898, o come le semplici e fascinose scodelle da desco conventuale”.

Nel museo incontriamo oggetti originali antichi suddivisi per tipologia in apposite teche, all’interno delle quali sono presenti testi che riportano ricette legate all’attrezzo narrato…

… notazioni storiche brevi ma indispensabili…

… didascalie puntuali che informano su date e periodi…

… densi cenni a volumi legati a quanto si osserva e ai loro autori…

… frasi memorabili di grandi personaggi tra cuochi e studiosi…

… fino ad approfondite cronologie dei prodotti legati ai reperti, come nel caso dell’avventurosa vicenda dell’arrivo del cacao in Europa e della diffusione cioccolato…

… ma anche descrizioni precise della realizzazione di quanto utilizzato tra i fornelli, con dettagli su materiali e produttori…

… “chicche storiche di saggezza culinaria”…

… e veri saggi compressi in poche righe, con la capacità di descrivere estesi ambiti in un numero limitato di parole e in maniera semplice, rispondendo alla moderna esigenza dei musei di essere inclusivi.

L’esposizione ha anche un grande valore estetico, come quando mostra la cura figurativa con cui venivano adornati gli stampi…

… o il rustico rimando a fatiche ancestrali che non rinunciano alla perizia visiva artigianale…

… attingendo alle radici del design con capolavori di modernariato…

… e colpendo lo sguardo con evocazioni artistiche di ogni tipo.

Anche la biblioteca è capace di scuotere la sensibilità del visitatore, a partire dall’esposizione di testi antichi magnificamente conservate che vanno “dal Platina alle prime edizioni dello Scappi e dell’Artusi, dal Menon a Careme, ed Escoffier, con un’attenzione particolare ai testi popolari e di utilizzo domestico che hanno abitato nel corso dei secoli, ed abitano tuttora, le nostre cucine”…

… andando così alle radici della cucina tra testi di culto e autentiche rarità…

… con espositori che aiutano l’osservatore nell’orientamento tra tanta ricchezza…

… mentre sulle pareti scorre un compendio dei saggi fondamentali della storia culinaria.

L’esperienza di visita arricchisce tantissimo e alimenta consapevolezza sulla materia trattata, stimolando maggiore rispetto sul tema del cibo e della sua trasformazione, oltre a indurre irresistibile curiosità e voglia di approfondimento.
Una sete di conoscenza che Garum è pronto a soddisfare, poiché la biblioteca è aperta a chi voglia studiare i testi, attuando così un significativo contributo pedagogico a favore della società e dei singoli interessati.
Usciti da qui ci si mette a tavola con spirito diverso, tenendo nella doverosa considerazione lo spessore culturale di qualcosa che invece troppo spesso oggi si dà per scontato o si relega al mero piacere ludico.
Grande plauso dunque a questa struttura che farebbe bene a tutti visitare con la dovuta attenzione.
Info: https://www.museodellacucina.com/