Dalla tenuta “eccezionale” Château Malescasse, grandi vini rossi francesi dell’Haut-Médoc

Da una delle aree sulle quali la vitivinicoltura francese ha costruito la sua leggenda, arrivano due referenze paradigma di terroir e stile interpretativo che spiegano alla prova dei fatti le ragioni di un mito, perché fissano i parametri della perfezione che emoziona i vini creati da Château Malescasse nella piccola località di Lamarque, seguendo il progetto di un imprenditore di grandi capacità (non soltanto nel mondo enoico) come Philippe Austruy che ha preso in consegna tale realtà nel 2012, portandola a essere annoverata oggi tra le tenute più prestigiose dell’Haut-Médoc, tanto da avere ottenuto la denominazione Exceptionnel nella classificazione Cru Bourgeois.

hâteau Malescasse si presenta quindi come perfetta incarnazione del “classicismo senza tempo dei grandi vini dell’Haut-Médoc: rinomato per la qualità dei suoi vini e per il suo eccezionale terroir, si trova tra Margaux e Saint-Julien, nel comune di Lamarque; qui, sui migliori pendii ghiaiosi del Médoc che conferiscono ai grandi vini di Bordeaux il loro carattere unico, le uve Merlot e Cabernet si esprimono in perfetta armonia”.

La denominazione Haut-Médoc, ritenuta “culla dei grandi vini di Bordeaux”, designa “la parte della penisola del Médoc che si estende dalle porte di Bordeaux fino a Saint-Seurin de Cadourne a nord” ed è stata riconosciuta ufficialmente come AOC nel 1935.

Qui in particolare dal 2020 si parla della classificazione come Cru Bourgeois Exceptionnel.
La tenuta “è stata riprogettata per soddisfare standard qualitativi senza compromessi: l’affascinante casa padronale è stata restaurata e la cantina aderisce a tutti i principi di gestione ottimale delle uve, vinificazione e affinamento”.

Château Malescasse è certificato ad Alto Valore Ambientale (HVE) poiché “è stata riconosciuta come azienda agricola ad alto valore ambientale”, terzo livello di certificazione “assegnato alle aziende agricole con un elevato livello di biodiversità e un utilizzo molto ridotto di input”.

Si tratta “di un sistema regolamentato dal governo, progettato per individuare e promuovere pratiche agricole più rispettose dell’ambiente: la certificazione di livello 3 si basa su obblighi di prestazione misurati da indicatori di performance ambientale (biodiversità, protezione delle colture e fertilizzazione)”.

Un approccio “verso un’agricoltura più sostenibile, che integri la biodiversità nella gestione aziendale e minimizzi l’impiego di risorse”, autosufficiente e “con un impatto minimo su suolo, aria e acqua”: questo approccio “è evidenziato da un logo apposto sulle nostre bottiglie”.

La coltivazione avviene in un “superbo terroir ghiaioso”, pendii e dolci colline in cui “ampi strati di alluvioni depositati durante il Quaternario dal fiume Garonna, composti da proporzioni variabili di sabbia, ghiaia e argilla, in strati di diverso spessore, ricoprono il substrato calcareo: sono proprio questi strati a custodire il segreto dei grandi vini della Rive Gauche”.

La nuova cantina di Château Malescasse è stata ristrutturata dagli architetti Marie-Amelie Austruy e François Castillon, offrendo “le migliori condizioni tecniche per mantenere gli elevati standard applicati al vigneto”…

… qui “per garantire la selezione dei terreni effettuata a monte, una serie di vasche in legno, acciaio inox e cemento di diverse capacità permette di valorizzare al meglio i vari succhi in base alle loro caratteristiche; per preservare al meglio la qualità della materia prima, l’uva, dopo essere stata selezionata, viene trasportata nelle vasche per gravità; né pompe né tubature alterano il prezioso succo”.

Delle referenze distribuite in Italia da Proposta Vini, il Moulin Rose de Malescasse fissa i canoni dello stile della casa assemblando in parti simili Cabernet Sauvignon e Merlot, con un saldo di Petit Verdot.
Il bouquet è un trionfo di lampone, mentre il gusto si muove tra mora di rovo, fragola, barbabietola, sorbo, rabarbaro e cioccolato fondente.
Il tannino intenso intriso di possente impronta zuccherina si sposa magnificamente con una fantastica vena acida che lo rende irresistibilmente goloso.
Dal sorso cremosissimo e materico, nel finale lascia emergere una nota erbacea che scatena complessità.

Stesso blend per Château Malescasse Cru Bourgeois Exceptionnel che al naso vede dominare la composta di frutti di bosco innervata di spezie, mentre al palato si avvertono prugna, corbezzolo, amarena sotto spirito e cioccolato al latte.
Corpo denso, vellutato e suadente, sorso ricco e avvolgente, nel finale lascia esplodere la dolcezza portandolo sulle vette dell’amabilità.
Sontuoso quanto seducente.

Dettagli preziosi ulteriori su Château Malescasse ce li riferisce Andrea Cappelli nel video che segue.
Info: https://www.chateau-malescasse.com/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/chateau-malescasse/