Laboratorio Museo Tecnologic@mente a Ivrea (TO), racconto documentato dell’innovazione di Olivetti

Un percorso allestito sui reali spazi dell’attività d’impresa per raccontare la più brillante azienda che l’Italia abbia mai avuto sul piano dell’innovazione, oltre che su quello della genialità tecnologica e del rigore morale: è illuminante visitare il Laboratorio Museo Tecnologic@mente a Ivrea in provincia di Torino, per comprendere complessità e grandezza del mondo Olivetti, tra i massimi vanti dell’Italia nel mondo, dimostrandone l’eccellenza con l’esposizione dei suoi meravigliosi prodotti, affiancati da una narrazione chiara e avvincente che inizia già all’esterno celebrando Mario Tchou, ingegnere e fisico prematuramente scomparso che ha condotto alla realizzazione di un rivoluzionario calcolatore elettronico celebrato tutt’oggi.

Questa struttura che affianca Museo e Laboratorio didattico vuole descrivere “l’affascinante storia industriale della Olivetti” rivolgendosi “a tutte le generazioni e con linguaggi diversi”, riuscendoci grazie all’unione dell’osservazione empirica degli oggetti con la chiarezza dei testi offerti da pannelli altamente inclusivi, dove ogni aspetto spiegato è descritto in maniera intellegibile a tutti, rendendo fruibili anche concetti tecnici complessi…

… compreso l’ambito della produzione o il singolo oggetto, ma anche la storia delle singole realizzazioni e delle persone che le hanno rese possibili, attingendo pure all’uso di foto d’epoca…

… senza dimenticare la potenza emotiva del documento autografo, in grado di trasmettere l’atmosfera di un’epopea non soltanto industriale ma anche umana, come la lettera del fondatore Camillo Olivetti scritta nel 1908 con un nuovo modello di macchina per scrivere, la quale “non è ancora perfetta, ma credo che in poco tempo potrò renderla buona quanto le migliori macchine del genere”.

Cuore di questa realtà è la Collezione, disposta in maniera tale da evidenziare “una delle più avvincenti vicende industriali del Novecento che ha saputo coniugare profitto e solidarietà, impresa e cultura, produzione e bellezza, una storia unica, impressa in tutti i prodotti che ne hanno fatto la fortuna nel mondo”.

Il tragitto di visita è diviso in sezioni.
Quella chiamata Scrivere “è dedicata a Camillo Olivetti (1868-1943)…

… il fondatore della Prima fabbrica italiana di macchine per scrivere”, con l’esposizione di pezzi creati oltre un secolo fa.

Segue il Calcolo meccanico, parte “dedicata a Natale Capellaro (1902-1977), il progettista inventore assunto come apprendista operaio e divenuto Direttore Generale Tecnico della Olivetti”.

Si passa quindi al Calcolo elettronico per celebrare “Pier Giorgio Perotto (1930-2002), direttore della Ricerca e sviluppo della Olivetti, da tutti riconosciuto come l’inventore del Personal Computer”.

Personal Computer è lo spazio intestato a Roberto Olivetti (1928-1985), figlio di Adriano, convinto sostenitore dell’importanza delle “nuove frontiere”.

In Programma 101 viene messo in risalto il “primo computer da tavolo al mondo, i cui concetti di base erano simili a quelli dei personal computer di oggi, è esposto al MOMA di New York”.

Si chiude con Elea 9003…

… dal nome di un ELaboratore Elettronico Aritmetico che alla fine degli anni ’50 sbalordì il mondo per la sua portata innovativa…

… anche se la sezione è dedicata ad Adriano Olivetti (1901-1960) in quanto “straordinaria e poliedrica figura di imprenditore e uomo di cultura, di politico e di intellettuale”…

… del quale è possibile trovare alcuni esempi della produzione letteraria.

Molto ricca la Didattica, con “tanti percorsi, laboratori, approfondimenti e visite per scoprire tecnologia, creatività e innovazione”, la quale registra numerosa presenza di scuole ma anche di studiosi stranieri.

Il museo si fa apprezzare pure per la ricostruzione di ambienti d’epoca…

… e la presenza di reperti provenienti da altre ere capaci di restituire il ritratto preciso di periodi storici in tutti i dettagli, compresa un’ormai perduta attenzione per la qualità del segno grafico…

… con uno sguardo anche alle fonti di ispirazione, a partire dai modelli Remington, uno dei quali datato addirittura 1896…

… mentre lo sguardo coglie l’evoluzione delle forme e del design, dalle iconiche macchine per scrivere degli anni ’40 del secolo scorso…

… alla mitica Lettera 32 che farà scuola dagli anni ’60 in poi.

Da aggiungere una gestione appassionata impegnata a promuovere allo spasimo i valori dell’allestimento e ad accogliere tutti con la massima cortesia, svolgendo nel migliore dei modi la propria missione tra azione pedagogica e attività divulgativa.
Una struttura che afferma con forza il ruolo dell’industria quale parte della Cultura con la C maiuscola e non soltanto di quella materiale e scientifica.
Info: https://www.museotecnologicamente.it/