Blanc de Sers, progetto di Proposta Vini simbolo della rinata viticoltura storica di Sers! nel Perginese (TN)

Una straordinaria iniziativa che incanta per intelligenza e sensibilità dimostrando nel più intenso dei modi quanti valori etici, socio-antropologici e perfino estetici possano albergare nel mondo del vino quando questo è frutto di passione sincera e acume intellettuale: è il progetto del distributore Proposta Vini chiamato Blanc de Sers attuato sotto la sigla produttiva Sers!, nato per recuperare l’antica e pregiata tradizione vitivinicola dell’area di Serso, frazione di Pergine Valsugana di neanche cinquecento abitanti situata a pochi chilometri da Trento con millenni di storia testimoniati da un sito archeologico e caratterizzata da condizioni pedoclimatiche ideali per la coltivazione della vite…

… dove la sua pratica ha contribuito ad amplificare la bellezza di tale gioiello paesaggistico, poiché ha richiesto fin da tempi remoti la costruzione di muretti a secco per consentire l’attività agricola, oggi oggetto di ripristino proprio grazie a questo progetto di Proposta Vini…

… insieme al reinserimento di vitigni antichi atti alla produzione di vini bianchi, una singolarità nel passato del settore in Trentino, dove ha sempre dominato la realizzazione di vini rossi, arrivando a un’ulteriore azione meritoria con la tutela e valorizzazione di una varietà autoctona esclusiva di questo lembo di terra, la Valderbara, preziosa non soltanto per il legame inscindibile con tale territorio ma anche per le sue peculiarità organolettiche, perfette per garantire altissima qualità e tanto carattere nella spumantizzazione…

… tutto grazie all’opera di grande competenza e commovente abnegazione di un gruppo di vignaioli che si sono dimostrati eroici nell’accettare un impegno così considerevole, consapevoli delle difficoltà da affrontare e della grande dedizione richiesta, ma anche consci dell’importanza sociale e culturale rappresentata dal loro intervento.

Nelle note sul progetto viene spiegato che “Sers, in italiano Serso, è il paese emblema della biodiversità viticola, simbolo di rinascita della viticoltura storica del Perginese e di valorizzazione delle antiche varietà che vi erano coltivate”, variabili di “un territorio ai margini, di uve estreme, di storie e aneddoti, vini e spumanti forti nell’identità: una zona dalla ricca biodiversità varietale che si presenta ai giorni nostri come un patrimonio da tutelare per preservare l’identità della zona ed evitare inutili conformismi”.

I vini prodotti in questo ambito “rientrano nel progetto Vini dell’Angelo che valorizzano antiche varietà presenti in Trentino fino alla caduta dell’Impero asburgico: la ricerca e la passione ampelografi hanno riportato sulle tavole vini e spumanti del Montengian”.

Avendo celebrato la predisposizione alla spumantizzazione della Valderbara, nelle note di degustazione partiamo dalle referenze che confermano tale vocazione, grazie anche al sostegno di altri vitigni del territorio, prodotti che rientrano nel progetto Bollicine da Uve Italiane.

Come accade nel Blanc de Sers Brut Nature, metodo classico che esalta la Valderbara in purezza portando al naso toni balsamici di zagara e al palato sentori di pera Madernassa, mela renetta, mandarino e alloro.
Ha un bel piglio zuccherino che si accende nel confronto con quello agrumato, mentre l’acidità esplosiva esalta la scorrevole voracità della beva.
Da sogno il finale lunghissimo e ricco di profumi.

Monumentale il Blanc de Sers Brut Nature, ancora metodo classico ma con Sboccatura Tardiva 60 Mesi in cui dalla Valderbara si estraggono profumi di agrumi esotici e cenni di panificazione, mentre i sapori parlano di pera, bergamotto, yuzu, avocado, cedro candito e pesca sciroppata.
Dopo un originale approccio erbaceo, emerge immantinente un’impronta zuccherina che manda in visibilio.
Dotato di sorso cremoso e spirito petillant rarefatto, conduce a un finale intriso di freschezza e golosità.

Nel Catalogo di Proposta Vini tra le referenze di Sers! appare anche lo spumante rosato Rosé de Sers Extra Brut, metodo classico di un’altra rarità ampelografica, la Pavana della Valsugana, da cui germoglia un bouquet segnato dalla fragolina di bosco prima di incantare il gusto con un abbrivio abboccato che conduce a una scansione di melagrana, kumquat e karkadè.
Ottima l’acidità, vibrante la mineralità, finale esteso e indimenticabile.

Eccellenti gli esiti pure con i vini fermi, come il Blanc de Sers che assembla Nosiola, Valderbara, Vernaza, Veltliner e altre varietà tradizionali dando vita a un trionfale bouquet floreale che in bocca evoca nespola, bergamotto, yuzu e cirmolo.
Di intensa acidità, entusiasma con una beva oltremodo golosa.

Non è un blanc ma rientra tra “le altre storie di Sers!” il rosso fermo chiamato San Lorenzo Il Primo dal vitigno che “prende il nome dal Santo del 10 agosto, alla cui data i chicchi sono già scuri: una varietà storica, originaria della Francia e arrivata in Trentino dalla vicina Austria nella prima metà dell’Ottocento” la quale in questa declinazione rigorosa dona all’olfatto tutto un roveto con le sue more, mentre in bocca si propone setoso e vivacemente zuccherino nel suggerire gelso nero, mirtillo, prugna, sorbo e liquirizia.
Il finale lungo e persistente consente di fissarlo più vividamente nella memoria.

Per cogliere ancora meglio il senso profondo di questo progetto abbiamo chiesto un intervento a chi lo ha ideato e promosso con tutte le sue forze, Gianpaolo Girardi di Proposta Vini: imperdibile il suo racconto poetico e dettagliato delle meraviglie del Sers davanti alla nostra telecamera, nel video sottostante.
Info e distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/sers/