I vini di Monte Arso della cantina Villagrande a Milo, da antico cono vulcanico nel Parco dell’Etna

Una piccola grande gemma di enorme suggestione identitaria allocata in un universo enoico sterminato per storia, qualità, dimensione e prestigio: è quella legata a Monte Arso sull’Etna dove la cantina Barone di Villagrande con sede a Milo in provincia di Catania sviluppa una delle parti più suggestive della sua narrazione enoica tradotta in favolosi vini siciliani, un idillio sposato adesso dal distributore Proposta Vini che ha deciso di divulgarlo nei calici del Paese inserendolo nel proprio prestigioso Catalogo del 2026.

E’ la stessa Proposta Vini a spiegare come “Monte Arso è un progetto di Villagrande che racconta uno dei luoghi più identitari dell’Etna, un antico cono vulcanico immerso nel Parco dell’Etna: qui la viticoltura si sviluppa in un ambiente estremo, su suoli vulcanici ricchi di minerali e ad alta quota, con vitigni autoctoni coltivati ad alberello”.

Il progetto “è legato alla storica famiglia Nicolosi Asmundo e a una lunga tradizione enologica” prosegue il distributore, aggiungendo che “la filosofia produttiva punta al massimo rispetto del territorio, lasciando che luogo e annata definiscano i vini”.

Il distributore ha individuato la singolare forza identitaria di questo progetto, inserito in una realtà molto più ampia in cui “giorno dopo giorno i vigneti allungano le radici nella terra, i vini maturano nel tempo e anche le persone si affinano nel territorio”, come “la mia famiglia si è affinata in 10 generazioni sull’Etna”, scrive oggi Marco Nicolosi in qualità di Enologo e Direttore della Produzione, il quale “continua a mantenere vivo l’impegno sul territorio con l’obiettivo di rispettare e valorizzare al meglio il patrimonio della famiglia e le peculiarità della zona vitivinicola”.
Aggiungendo che “la storia della mia famiglia è unita a quella della contrada di Villagrande”, come testimoniato da tanta documentazione ufficiale già alla fine del ’600.

In tale prestigioso contesto si incastona il progetto sposato da Proposta Vini, sviluppato “al confine del Versante Est, quando l’Etna inizia a volgere verso Sud”, dove “sorge Monte Arso, un antico cono vulcanico formatosi intorno al 1150 d.c. a seguito di una importante colata lavica: la sua forma a ferro di cavallo raggiunge i 1012 metri s.l.m., in questi terreni antichi terrazzamenti ospitano filari di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, circondati da un bosco sempreverde”.

La particolarità di questo monte viene individuata in un sottosuolo dotato di un substrato che “presenta un colore rosso-arancione, dovuto al calore della lava che lo ha ricoperto donandogli questa particolare sfumatura: su questi 10 ettari, 6 sono vitati circondati da ginestre e querce che ne delimitano i confini”.
Anche in questo caso “il legame con l’azienda di famiglia si perde nel tempo”, infatti il terreno si trova all’interno del comune di Nicolosi in via Alfredo Maria Mazzei e Marco stesso racconta che “Alfredo Maria Mazzei, campano di origine, era un agronomo, enologo, autore di diversi libri, fu anche docente di enologia all’università di Catania a cui è stato intestato l’istituto agrario di Giarre”.

Da Monte Arso “nascono tre etichette che esprimono l’energia e l’eleganza del vulcano”, rappresentando tutte le macro-categorie della produzione vinicola.
L’Etna Rosso Monte Arso mette insieme il compendio assoluto dell’ampelografia a bacca rossa etnea con Nerello Mascalese 80%, Nerello Cappuccio e Nerello Mantellato 20%, sfoderando così un bouquet di trionfante sottobosco e sapori di gelso nero, sorbo, mora di rovo, fico e rabarbaro.
Vellutato nel sorso, nerboruto nell’impatto alcolico, punta subito sulla dolcezza che unita alla mineralità tiene a bada un tannino di ragguardevole eleganza.
Nel finale si impone una nota amaricante tesa a creare equilibrio e spinta aromatica.

Con l’Etna Bianco Monte Arso si vira invece verso la paradigmatica uva autoctona del Carricante al 95% con saldo di altre varietà a bacca bianca indigene del territorio, preludio di intensi profumi di pesca e gusti capaci di richiamare fico d’india, cedro, avocado, arancia candita, albicocca essiccata e un tocco di azzeruolo, tutto successivo a un bell’approccio iniziale di toni erbacei.
Dalla stuzzicante mineralità, presenta un sorso cremoso che espone il tempo della maturazione mediante una profonda impronta zuccherina, in vista di un finale segnato da una decisa quanto irresistibile svolta amaricante che lo rende universale negli abbinamenti a tavola.
Impressiona per personalità.

Grande dimostrazione di sapienza con le bollicine quella offerta dal Brut Nature Monte Arso, metodo classico dal bouquet floreale di zagara che in bocca manifesta ananas, cedro candito, limone sfusato, susina gialla e alchechengi.
Fin dall’approccio rivela strepitosa potenza nel veicolare l’acidità, mettendo in evidenza ricche note agrumate. Tra le altre doti, straordinaria freschezza e sorso estremamente ghiotto.
Il percorso di degustazione parte da bollicine titillanti che stuzzicano la beva per approdare a un finale in cui emerge una sensibile impronta zuccherina.

A sintetizzare il progetto è Fabio Torrisi nel video seguente.
Info: https://www.villagrande.it/vigna-di-monte-arso/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/monte-arso-villagrande/