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Al Panificio Fiore di Bari, la migliore focaccia barese della città

Pubblicato il: 16 febbraio 2018 alle 7:00 am

Se la focaccia a Bari è il cibo di culto, il Panificio Fiore è il suo tempio.

Dal suo forno in via Palazzo di Città 38 esce la più golosa versione di questo miracolo di semplicità dall’imprescindibile forma tonda, data dalle teglie in cui l’impasto si cuoce crescendo spumoso dentro e quasi croccante alla base, sormontato da pomodoro in pezzi e olive, magnificamente impregnato di olio extravergine d’oliva.

Come nei templi che si rispettano, la processione è continua in questo locale a due passi dalla Basilica di San Nicola, in una strada storica un tempo considerata la maggiore e più prestigiosa di Bari Vecchia.

La storia è ben presente anche nella struttura del panificio, allocato in una chiesa sconsacrata, una cappella bizantina risalente al XIII secolo. La memoria emerge già all’esterno, tra decorazioni in forma di stemma, formella e rilievi scultorei…

… mentre dentro il locale, sul lato destro, sono riconoscibili quattro archi sostenuti da altrettante colonne che si proiettano nelle viscere della città. Pregi storici reali che hanno posto il locale sotto la vigilanza della Sovrintendenza.

Alle pareti, un rosario di reperti archeologici e vestigia antropologiche, raffigurazioni nitide sospese tra la tensione spirituale, le credenze apotropaiche e le tradizioni religiose.

Un contesto che rafforza il valore culturale di questo panificio, non soltanto luogo di culto degli amanti della focaccia, ma anche santuario dell’identità barese.

Un locale che propone il più semplice dei prodotti alimentari ma che sprigiona un fascino al quale nessuno resiste, dai residenti ai turisti, passando per una schiera di gente nota che non ha mancato di farsi immortalare tra le sue mura, in adorazione per i prodotti del panificio.

La famiglia Fiore lo gestisce da oltre un secolo, una successione di generazioni che ha portato oggi alla conduzione di Toni, figlio del notissimo Domenico Fiore, venuto a mancare nel 2011, al quale Michele Fanelli, vicepresidente del circolo Acli-Deelfino, ha riconosciuto di essere stato “l’artefice insieme a molti altri e al comitato di quartiere della rinascita della Città Vecchia nei momenti bui e difficili che questo territorio ha vissuto”, come riportato dal Corriere del Mezzogiorno in un articolo del 23 agosto dello stesso anno del decesso (http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/23-agosto-2011/morto-mimmo-fiore-re-focaccia-1901343681219.shtml).

Un ulteriore riconoscimento del valore del panificio, al di là di quello gastronomico che comunque è clamoroso.

La focaccia barese di Fiore è indubbiamente la migliore possibile, una strepitosa ghiottoneria che mangeresti voracemente all’infinito.

Non è l’unica squisitezza del panificio, perché non meno fenomenale è il Rustico, calzone dall’impasto di spessa fragranza, al cui interno si esaltano condimenti di enorme golosità.

Da impazzire anche la bontà del Calzone di Cipolla, con ingredienti quali pancetta, uva sultanina, formaggio, mozzarella, uova, olive e pomodoro.

Il locale non ha punti di appoggio per consumare, ma se non si vuole mangiare in piedi, basta uscire dal panificio, fare mezzo passo e approfittare di un sedile in muratura, in cui potersi sedere, se libero.

Magari non prima di avere fatto scorta dei deliziosi prodotti da forno in vendita nel locale.

Se avete l’acquolina in bocca, non potete perdervi il video qui sotto che mostra le squisitezze del panificio e i suoi ambienti.

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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