Simpsons Wine Estate, sorprendenti vini dal sud dell’Inghilterra tra bolle e bianco fermo

Tra mutamenti climatici e diffusione della sapienza enologica, si sta allargando sempre più il contesto dei Paesi in grado di produrre grandi vini, pure laddove apparentemente non c’era grande tradizione, come ha perfettamente intuito con il consueto acume superiore il distributore Proposta Vini che nel nuovo Catalogo per il 2026 ha inserito tre perle assolute dell’inglese Simpsons Wine Estate, facendoci conoscere prodotti in grado di sorprendere e di farsi amare all’istante, frutto di esperienza e savoir-faire acquisiti dalla coppia di produttori in altri vigneti baciati dal sole nel sud della Francia presso il Domaine de Sainte Rose, dove hanno ottenuto riconoscimenti internazionali prima che “il nostro percorso nel mondo del vino ci ha poi riportati nel Regno Unito, tra le iconiche pendici calcaree dell’Inghilterra meridionale, per iniziare una nuova avventura” contrassegnandola con il proprio cognome.

Il senso della scoperta è testimoniato dalle parole dalla stessa Proposta Vini: “Winston Churchill, durante i pasti era solito bere champagne; difficilmente avrebbe immaginato che, 80 anni dopo, la sua amata Inghilterra sarebbe diventata una delle aree più vocate al mondo per la produzione di Metodo Classico”…

… accade nel Kent, nel sud dell’Inghilterra, dove su suoli calcarei “i coniugi Charles e Ruth Simpson nel 2012 hanno fondato la loro cantina circondata da una meravigliosa campagna”…

… e “l’obiettivo di questa nuova e dinamica regione viticola è quello di produrre Metodo Classico e vini bianchi fermi dalla grande verticalità, dove lo stile inglese si fonde con la precisione di una bolla fine ed elegante”.

Fortissima l’impostazione intellettuale che sorregge tale produzione, come si avverte fin dalle note di presentazione dell’azienda inglese: “noi di Simpsons’ crediamo che i vini migliori trasmettano un profondo senso di provenienza e integrità, saldamente radicati nelle caratteristiche e nelle squisite sfumature del loro terroir, per questo motivo non ci siamo accontentati di niente di meno che dei migliori appezzamenti di terreno nel sud dell’Inghilterra per piantare le viti destinate all’eccezionale vino inglese”.

Così, in “un angolo unico d’Inghilterra”, sono state gettate le basi per la tenuta vinicola Simpsons nel 2014 “immersi nella bellezza incontaminata della valle di Elham, un’area intatta delle North Downs del Kent, dove la conformazione del terreno, il clima e il suolo non avrebbero potuto essere migliori per la viticoltura”, grazie a posizioni privilegiate su pendii soleggiati e riparati dalle intemperie del clima inglese, tra antichi boschi e iconici terreni calcarei.

Viene specificato che il clima inglese “può essere marginale per la viticoltura, ma la sua relativa austerità – se gestita con competenza – si presta idealmente alla creazione di vini fermi e spumanti dai sapori varietali puri, dall’elegante acidità e dagli aromi sottilmente sofisticati, grazie a un lungo periodo di maturazione a temperature fresche”.

Ci tengono i titolari a sottolineare come “presso la tenuta vinicola Simpsons nessun aspetto della viticoltura o della vinificazione viene esternalizzato”, anche perché “i nostri metodi di vinificazione sono stati scelti con attenzione per promuovere la più pura espressione del frutto e del nostro terroir del Kent, con il minimo intervento possibile: come viticoltori che operano in quella che riteniamo essere la regione vinicola più dinamica del mondo, non siamo vincolati dal peso della tradizione del vecchio mondo e adottiamo un approccio più fresco al nostro mestiere, selezionando con cura sia le tradizioni consolidate che le tecnologie moderne”.
Risultato, la tenuta “è in continua espansione e ora ha la capacità di produrre oltre 250.000 bottiglie di vino inglese, tra fermi e spumanti, all’anno”.

Con raffinata intelligenza Proposta Vini ha selezionato tre referenze nelle altrettante macrocategorie vinicole, fornendo così un ritratto al tempo stesso virtuosamente sintetico quanto fedele di questa produzione.

Dobbiamo necessariamente partire da uno dei nostri vitigni più amati, il Pinot Meunier che tradotto nel Derringstone abbaglia già col suo cromatismo dorato e lucente, prima di spostare la seduzione al naso con note di pesca sciroppata, quindi in bocca tra albicocca, chinotto, olivello spinoso e melangolo candito.
Si capisce da questo ordito sensoriale quanta complessità regni in ogni sua goccia, il quale sfodera fin da subito un intreccio di istanze dolci ed erbacee veicolate da suadente acidità.
Vino molto gastronomico da tutto pasto sostenuto da una succulenta mineralità, nel finale lascia vincere la spinta amaricante, rendendolo nettare per degustatori aperti ad abbandonare ogni dogma di consumo.

Di grande importanza poi le prossime due referenze nel definire una mutazione paradigmatica nella geopolitica del vino, con l’orgogliosa affermazione di un consolidato ed elevato metodo classico britannico posto come paritetico rispetto alle eccellenze del settore, affermazione tutt’altro che proditoria, come ha confermato il nostro test.

Sono gli stessi produttori, nel ribadire che “ogni bottiglia di spumante Simpsons è prodotta secondo il metodo classico britannico”, ad affermare quanto i loro vini base vengano “vinificati con maestria, imbottigliati e sigillati con tappo a corona, con l’aggiunta del liquore di tiraggio (una miscela accuratamente selezionata di lieviti e zucchero), momento in cui inizia la fermentazione secondaria che genera bollicine fini e perfettamente formate: una volta completata la fermentazione, ogni bottiglia matura per un periodo compreso tra quindici mesi e tre anni (a seconda della tipologia di vino), nelle condizioni meticolosamente controllate della nostra cantina, raggiungendo così la sua massima complessità”.

Il periodo di riposo sui lieviti contribuisce invece “ad ammorbidire la caratteristica e vivace acidità del vino inglese e permette l’emergere e lo sviluppo dei pregiati aromi autolitici: nella produzione di spumanti non c’è spazio per l’impazienza, pertanto crediamo sia fondamentale attendere il momento ottimale per sboccare ogni bottiglia di spumante Simpsons”.

Tutto comprovato a partire dal tripudio olfattivo floreale con cui ti accoglie il White Cliffs, un Brut Nature Blanc de Blanc metodo classico di Chardonnay in purezza dalle bolle vellicanti e sorso denso e cremoso che spingono sul palato sensazioni di arancia rossa, pera decana, yuzu e avocado.
Dopo una partenza magnificamene sospesa tra dolce e amaricante su sottofondo agrumato, ecco emergere lenta ma inesorabile l’impronta zuccherina, sfociando in un gran finale ricco di aromi.

Si attesta su vette siderali anche il Chalklands, questa volta un Extra Brut Classic Cuvée che usa il metodo classico per mettere insieme 45% Pinot Noir, 35% Pinot Meunier e 20% Chardonnay, conducendo a un bouquet con lieviti e panificazione in evidenza insieme a un cenno di idrocarburi, mentre tra i sapori si riconoscono mango, ananas candito, alchechengi, pera caramellata e un tocco di crema pasticcera.
Dal sorso corposo, quasi liquoroso, segnato da rilevante mineralità forte quanto la spinta abboccata, punta deciso a un finale in cui esplode di amabilità immerso in richiami agli agrumi esotici.

Su questa realtà urge ascoltare chi l’ha scovata con profonda sensibilità associata a un fiuto incomparabile, Gianluca Telloli, Responsabile Selezione e Ricerca di Proposta Vini: ce la illustra nel video seguente, con un imperdibile focus sulle rotte emergenti del vino internazionale.
Info: https://simpsonswine.com/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/simpsons/