I vini da Chiavennasca di Fratelli Polatti in Valtellina, recupero storico dei fratelli Nera

Una famiglia che si prende così tanta cura del proprio territorio vitivinicolo al punto da divenirne custode con un altruismo commovente, intervenendo per presidiare l’intera produzione enoica della zona, fino a salvare e rilanciare aziende avviate da altri nuclei familiari, nel segno di una solidarietà contadina capace di configurarsi come esempio morale: accade in Valtellina, dove i fratelli Nera sono intervenuti a sostegno della secolare cantina Fratelli Polatti, rilanciandone l’attività con amore e rispetto, portandola oggi a un livello assoluto di eccellenza.
(Simone Nera, Stefano Nera, Angela Nera)
Un rilancio pienamente sostenuto dal sensibile distributore Proposta Vini che lo ha inserito nel proprio Catalogo per il 2026, spiegando che “la rinascita di questa storica cantina di montagna si deve ai Fratelli Nera che con rispetto e determinazione da oltre un secolo curano la viticoltura Valtellinese”, aggiungendo che “la cantina F.lli Polatti nasce nel cuore della Sassella: fu il Cav. Luigi Polatti, classe 1907, già enologo, a iniziare l’attività di vitivinicultura negli anni ’30 del 900”.

L’azienda “possiede i vigneti di proprietà negli areali storici del Valtellina Superiore Docg (Sassella, Grumello, Inferno e Valgella), nonchè del Rosso di Valtellina Doc”…

… e “i vigneti sono impiantati sui classici muretti a secco”…

… “terrazzati e a rittochino, con pendenze che possono arrivare anche fino al 70%”…

… “in queste condizioni le lavorazioni sono totalmente manuali”.

L’uva coltivata è la Chiavennasca, un “clone/biotipo del vitigno Nebbiolo”.

“La pazienza è la parola d’ordine di Simone Nera, sia in vigna che sul tempo di affinamento dei vini” riporta il distributore.

La presentazione dei produttori a sua volta narra che la F.lli Polatti Produttori vede risalire le sue origini “con la Cantina Storica e i vigneti limitrofi presso la frazione Triasso che si trova nel cuore della Sassella, una delle cinque zone storicamente adibite alla produzione del Valtellina Superiore Docg: fu il Cav. Luigi Polatti, classe 1907, già enologo, a iniziare l’attività di vitivinicultura negli anni ’30”, mentre “le prime bottiglie con l’etichetta di famiglia risalgono agli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale”.
Da aggiungere come “dal punto di vista climatico la valle è favorita dalla vicinanza, verso ovest, con il lago di Como che mitiga il clima grazie alla breva, venticello tipico del lago, disteso, regolare e fresco”.

In questo modo nascono i Nebbioli delle Alpi ed “essendo storici agricoltori, sappiamo e abbiamo la pazienza di lasciare lavorare il tempo: per i nostri vini, infatti, prediligiamo le medie-lunghe maturazioni in classiche botti grandi di rovere”.

Partendo dalla base, con il Rosso di Valtellina che assembla Nebbiolo (Chiavennasca), Pignola e Rossola, si fissano paradigmi sensoriali, a partire da sottobosco rigoglioso che giunge al naso insieme a spezie orientali e muschio, mentre il palato individua susina rossa, melagrana, corbezzolo, papaya, coriandolo e karkadè, tutto introdotto da un’immediata esplosione zuccherina che irretisce.
Sorso ghiotto in un corpo snello, nel finale scatena la salivazione e infonde gioia con la sua dolcezza disarmante.
Il tappo a vite che lo sormonta sembra amplificare l’idea di autenticità e immediatezza che si ritrova nel calice.

Precisando le aree, il Sassella usa nel Valtellina Superiore le uve del citato blend coltivate nei comuni di Sondrio e Castione Andevenno su “terreni franco-sabbiosi, permeabili e moderatamente profondi” per esaltare un frutto pieno e avvolgente, radicalizzandosi invece nella Riserva dove punta sulla sola Chiavennasca che conduce a un bouquet speziato in cui si avvertono pure liquirizia e frutti di bosco, mentre i sapori riconosciuti sono di gelso nero, sorbo, fico essiccato e cotognata.
La dolcezza espansa prevale su un succoso spunto erbaceo, grazie a una brillante acidità, mentre il corpo incanta con la sua setosità.
Con l’ossigenazione esplode un’amabilità entusiasmante capace di affermarsi lungo tutto il finale.
Fenomenale.

Spostandoci in Inferno incontriamo vigneti coltivati “nei comuni di Montagna, Poggiridenti e Tresivio in terreni franco-sabbiosi, permeabili e tendenzialmente acidi”.
Tra la versione Superiore e la Riserva cresce il tempo della maturazione che porta a rendere sempre più netti i profumi dell’ecosistema boschivo innervati da riferimenti floreali, mentre in bocca si intercettano rabarbaro, mirtillo, olivello spinoso e un tocco chinato.
Anche qui l’abbrivio è nel segno dell’amaricante, veicolato da una robusta acidità.
Elegante, conquista con la scorrevolezza della beva, ma senza mai rinunciare alla propria ieraticità, nemmeno nel finale, configurandosi come vero vino da intenditore.

Il Valtellina Superiore Valgella considera il solo Nebbiolo allevato a guyot modificato ad archetto valtellinese nei comuni di Chiuro e Teglio, per ottenere dati olfattivi segnati da frutti rossi in composta, mentre in bocca si avvertono echi di cranberry, fragola, amarena sotto spirito, bacche di goji e cioccolato al latte.
Qui il tannino è sfacciato, tanto da imperare organoletticamente insieme a spezie e zuccheri.
Beva di formidabile affabilità spinta dalla raffinatezza del corpo che nel finale punta tutto sulla dolcezza.
Bontà clamorosa.

Ed eccoci a sua maestà lo Sforzato, dal pazzesco profumo di succo di mirtillo fresco tradotto al palato in mora di rovo, rabarbaro, ribes nero, marasca e dattero.
Qui le venature erbacee intervengono nel creare complessità bilanciando la consueta potenza zuccherina, mentre il sorso seduce con la sua cremosità.
Il finale conferma la tendenza alla dolcezza senza compromessi, lasciando a lungo un ricordo entusiasmante.

Spazio anche per un Novella Bianco Alpi Retiche dove i tropici li trovi nel bouquet come al palato, tra mango, ananas, kiwi giallo, yuzu e banana.
La mineralità si traduce subito in golosità e rende il sorso un trionfo di empatia con il degustatore.
Finale che porta gioia e voglia di un nuovo sorso.

Abbiamo dato la parola al citato Simone Nera nel video che segue per aggiungere particolari importanti utili a descrivere questa attività dal profondo significato culturale.
Info e Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/fratelli-polatti/
