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La Marzocco, leggenda italiana: macchine da caffè come Ferrari

Pubblicato il: 5 agosto 2018 alle 3:00 pm

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Mito italiano. Nato nel cuore del Mugello, ma con orgoglio fiorentino. La Marzocco, dalle Officine Fratelli Bambi, perché è l’ingegno di una famiglia di meccanici, abili disegnatori industriali e poi pionieri di un design unico, che sviluppa la rivoluzione continua e attuale delle macchine da caffè più ammirate nel mondo.

Genialità, lavoro, umiltà. Semplicità. Il signor Piero Bambi ci accoglie con il sorriso di una vita spesa bene, ci saluterà nel pomeriggio (“devo andare dal dentista”), dopo averci mostrato con orgoglio la sua azienda.

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Hanno inventato, dagli anni ’30, la camera della caldaia orizzontale, che permetteva di servire il caffè come si fa oggi, poi la doppia camera perché il caffè espresso richiede una temperatura costante intorno ai 95 gradi, il vapore sui 115. E non si sono fermati mai, dall’idrocompressione idraulica ai motori elettrici, all’elettronica, ma sempre in una macchina assemblata a mano a Scarperia, con le parti più delicata costruite o tagliate (la caldaia) e saldate in sede, centro progetti e collaudi, isole di lavoro specializzato.

Un team americano che da Seattle e Boston progetta con loro la parte elettronica, computer e domotica.

In parallelo c’è la ricerca sulla selezione e torrefazione di quarta generazione, i coffe shop: ci sono 600 Marzocco in un solo quartiere di Londra, con New York la nuova capitale del caffè.

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Nonostante il suo prezzo. Starbust ha ordinato qui le macchine per la sua prima catena, in America, Australia, Corea, Nuova Zelanda, Cina, Russia, Singapore sono uno status symbol, come la Ferrari. Per questo La Marzocco ha progettato una versione domestica della sua leggenda.

L’area degustazione e formazione (educational per noi) è aperta al contributo di amici, esperti e clienti. In collaborazione con l’università della Illy a Trieste.

Spettacolari le costumizzazioni, incredibile la percezione multisensoriale di miscele e arabica monocultivar etiope (Panama). Un multiplo di quelle percepite nel vino. A Milano degustazioni e notizie al Taglio di via Vigevano, anche sulle ultime frontiere del caffè.

 

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 14 marzo 2015.

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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